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Le
nuove guerre di Internet
E’ possibile che il tentativo di Microsoft di comprare
Yahoo sia già finito, come è possibile che la
trattativa riparta su altre basi.
Quello che è certo è che queste mosse nascondono
un mutamento totale di Internet e la battaglia sarà
dura. Forse non finirà mai. Cercare di capire che cosa
succede non è facilissimo, ma ci si può provare.
Fino a qualche tempo fa tutti avrebbero giudicato la posizione
di Microsoft assolutamente inattaccabile. Non per niente questa
società aveva reso nel giro di pochi anni il suo fondatore,
Bill Gates, l’uomo più ricco del mondo. Gates
aveva capito con molto anticipo che i personal computer avevano
bisogno, per funzionare, di un sistema operativo e di vari
programmi (scrittura, calcolo, ecc.).
Non solo: se tutti questi software fossero stati uguali sarebbe
stato meglio: più facile preparare la gente che deve
intervenire in caso di guasti, più facile addestrare
il personale, ecc. Partendo da queste premesse (e muovendosi
con molta abilità di marketing) ha messo insieme un’accoppiata
(sistema operativo più programmi applicativi) che probabilmente
oggi fa girare il 90 per cento (e forse più) dei personal
computer di tutto il mondo. In questa corsa al successo (e
ai soldi) non ci sono stati errori. Tutto perfetto. Uno sbaglio,
però, c’è stato. Concentrato nei suoi
programmi per far girare i Pc, Bill Gates non si è
accorto che la Rete stava crescendo.
Quando lo ha capito, ha cercato di correre ai ripari e ha
inventato il browser Explorer, che ha rapidamente conquistato
grosse posizioni sul mercato. Ma evidentemente Gates non ha
un buon feeling con Internet (nonostante che ormai ci lavori
sopra da tempo e largamente). E’ arrivato di nuovo in
ritardo su un altro successo della Rete: i motori di ricerca.
Tutti li hanno usati e li usano quotidianamente. La Rete è
talmente grande che servono appunto i motori di ricerca: e
si tratta dei vari Google, Yahoo, ecc. Soprattutto Google
si è rivelato un mostro. Oggi si calcola che due terzi
delle ricerche, nel mondo, passino attraverso Google.
E Google fa un sacco di soldi. Come? In un modo molto semplice:
attraverso le richieste di ricerca ha realizzato una sorta
di maxi-schedatura dell’umanità, cosa che gli
consente di “spedire” agli utenti pubblicità
mirata, personalizzata (che naturalmente viene pagata bene
rispetto a quella generica della tv e dei giornali). Se lo
studente Mariolino continua a chiedere a Google di trovargli
siti di motociclette e di atletica, Google è in grado
di dire ai suoi inserzionisti che Mariolino è un patito
di moto e di roba per atletica. E quindi ogni volta che Mariolino
chiede a Google di trovargli qualcosa, ecco che gli arriva,
puntuale, la pubblicità delle moto e delle attrezzature
per l’atletica.
Con questo sistema Google mette insieme quasi 6,5 miliardi
di dollari di pubblicità all’anno perché
è il numero uno. Yahoo, che è il secondo motore
di ricerca (per numero di richieste) arriva a 3,5 miliardi
di dollari di pubblicità. Sono mercati enormi, e sempre
in crescita (20-30 per cento all’anno in più).
E questa è la nuova frontiera dei soldi su Internet.
La Rete sarà anche democratica e simpatica, ma c’è
gente che ci guadagna sopra montagne di denaro. E la chiave
sta appunto nella “pubblicità personalizzata”
(conosciamo l’ingegner Bianchi e sappiamo cosa gli piace,
quindi gli mandiamo la pubblicità giusta).
Microsoft voleva (e forse vuole ancora) comprare Yahoo proprio
per contrastare Google, per abbatterne il predominio in quello
che è il mercato di domani: la pubblicità non
più generica, rivolta a tutti, indistintamente, ma
personalizzata, cucita addosso all’utente. Si vedrà
come andrà a finire. Per ora si può dire che
se Microsoft è la padrona dei personal computer, Google
è certamente il padrone della Rete e Yahoo arriva subito
dopo. Si può anche aggiungere che Bill Gates ha già
speso (si dice) quasi un miliardo di dollari per potenziare
un suo motore di ricerca (che già esiste), ma i risultati
sono stati finora assai modesti.
La guerra, quindi, come tutte le guerre di soldi, andrà
avanti. Si tratta di decidere infatti chi sarà a poter
scavare in questo giacimento (di denaro) quasi infinito che
è Internet. E che questa sia la nuova frontiera della
battaglia è dimostrato anche dal fatto che i “democratici”,
quelli che si considerano i veri depositari dello spirito
originario di Internet, hanno già avviato i lavori
per la costruzione, appunto, di motori di ricerca “democratici”,
cioè fatti dal basso. In cui sono gli utenti stessi
a decretare il successo di un sito e non Google, o altri,
sia pure attraverso i loro meccanismi matematici.
I “democratici”, in sostanza, stanno cercando
di riprendersi la Rete, dopo aver visto che di fatto essa
è ormai finita nelle mani di alcuni potenti “baroni”
(Google, Yahoo, ecc.), contro i quali sta muovendo guerra
un altro barone, e cioè Bill Gates. E’ una guerra
moderna e, se la si paragona a quelle “vecchie”
(vedi il recente caso Telecom) impressiona un fatto. Se nelle
guerre “vecchie” si parla di milioni di euro,
qui si parla miliardi di dollari. Insomma, questa della Rete
è una guerra almeno dieci volte più rumorosa
e ricca delle precedenti.
Fonte: KataWeb News beta
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